Vincent
canvas
Non
posso cambiare il fatto che i miei dipinti non vendano, ma verrà il
giorno in cui la gente riconoscerà che valgono più del valore dei colori
usati nel quadro. Una frase amara e lucidissima quella di Van Gogh che
sapeva di essere ai margini del suo tempo: sempre in ristrettezze
economiche, incompreso, spesso anche deriso. Eppure continuava a
dipingere come si sente la necessità di respirare. La pittura era il suo
modo di esprimersi e sentirsi vivo. Non inseguiva il successo,
inseguiva un senso. Forse anche perché non si sentiva riconosciuto che
Vincent dipinse circa venti autoritratti tra il 1886 e il 1887. Come se,
nel rappresentarsi, provasse a dire: “Io ci sono. Anche se il mondo non
mi vede, io mi riconosco". Gli autoritratti sono una forma di
resistenza psicologica: una lotta contro la cancellazione, contro il
silenzio, contro la sensazione di non valere abbastanza. Si tolse la
vita nel 1890, in circostanze mai del tutto chiarite. Ma la sua
intuizione era esatta: il valore della sua arte avrebbe superato
infinitamente “il prezzo dei colori”. Van Gogh cercava ciò che tutti
cerchiamo, a modo nostro: che il meglio di noi non vada perduto, che ciò
che creiamo, proviamo, sentiamo, abbia un suo posto nel mondo. L’amore
non è mai sprecato: semina amore, raccoglierai felicità. E ricorda:
anche se non dovessi raccogliere niente, non stancarti mai di seminare.

