Giovanni Soldini

Altedo

Questo è il mio omaggio a Giovanni Soldini, uno dei più famosi velisti italiani. Fin da piccolo ha un sogno nel cassetto: fare il giro del mondo. Campione di regate oceaniche, è divenuto celebre soprattutto per le sue traversate in solitaria.

"La cosa più bella? Alcuni colori. Li vedi solo in acqua. A certe latitudini cogli delle sfumature che ti sembrano quasi irreali. Veri quadri. Il verde della Patagonia, il bianco ghiacciato di Ushuaia, davanti a Capo Horn. Ecco, sono luci e ombre che non trovi altrove. Ti riempiono lo spirito, restituiscono un senso all´esistenza. Ti fanno superare la tua solitudine e le continue prove di resistenza, ma è una cosa molto bella. Si crea un rapporto speciale tra te e la barca. Fai tutto tu, nel tuo modo, lasci andare le cose. Diventi molto metodico e insieme molto sensibile. Impari a sentire la barca, ascolti la sua voce. Entri in sintonia e finisci per stabilire un rapporto che non è solo materiale. Anche quando sei mezzo addormentato, stravolto dalla stanchezza, quando cucini sballottato dalle onde, quando ti chiudi sotto coperta, con lo scafo che sfreccia a 20 nodi, e leggi qualche pagina di un libro. Ecco, in quei momenti senti di non essere solo. Lei, la barca, è sempre lì, con te. È una persona. Si lamenta, si entusiasma. E ti aiuta. Mi è capitato spesso di affrontare mari in burrasca, avvolto dalla forza della natura e sentire uno strano rumorino. Scoprivo magari che c´era un tirante che si stava rompendo. Qualcosa di importante, impossibile da capire normalmente. Era lei, la barca, che mi avvertiva. Mi salvava la vita. Come una persona».